IVA sul posto o da asporto: la regola svizzera, spiegata chiaramente
Aggiornato il 24 settembre 2026 · 5 min di lettura
Un principio semplice, un'applicazione più fine
In Svizzera, l'aliquota IVA normale è dell'8,1% dal 1° gennaio 2024. Le derrate alimentari beneficiano in linea di principio dell'aliquota ridotta del 2,6%, salvo quando sono fornite nell'ambito di una prestazione di ristorazione: in questo caso si applica l'aliquota normale. Questa regola figura all'articolo 25 della legge federale concernente l'imposta sul valore aggiunto (LIVA).
Per un commercio o un ristorante, la domanda che si ripete ogni giorno è quindi semplice da porre, meno semplice da risolvere senza un punto di riferimento: il cliente mangia sul posto, o porta via il pasto? La risposta determina l'aliquota da applicare, e la legge svizzera è precisa su questo punto.
Sul posto: l'aliquota normale, quasi sempre
La legge considera che vi sia una prestazione di ristorazione, quindi l'aliquota normale dell'8,1%, non appena l'esercizio mette a disposizione tavoli, un bar o qualsiasi altra installazione che permetta di consumare sul posto, oppure prepara o serve le derrate presso il cliente, per esempio un servizio di catering o una consegna a domicilio. Per le installazioni sul posto, un dettaglio conta in particolare: non importa se il cliente le utilizzi effettivamente. La loro semplice presenza basta a qualificare la vendita come prestazione di ristorazione.
L'ordinanza concernente l'imposta sul valore aggiunto (OIVA) precisa cosa si intende per installazione per il consumo sul posto: tavoli, tavoli alti, bar, o qualsiasi allestimento previsto per posare e consumare derrate alimentari. Non importa a chi appartengano, e non importa se sono sufficienti per tutti i clienti nello stesso momento. Solo le semplici sedute senza tavolo, destinate essenzialmente a riposarsi, non contano come installazione per il consumo.
Da asporto: l'aliquota ridotta, a una condizione precisa
Quando le derrate alimentari, escluse le bevande alcoliche, sono destinate a essere portate via o consegnate, si applica l'aliquota ridotta del 2,6%, ma a una condizione: l'esercizio deve aver adottato misure organizzative appropriate per distinguere questa vendita da una prestazione di ristorazione. Senza queste misure, si applica di default l'aliquota normale dell'8,1%.
Concretamente, la legge cita un esempio di misura ritenuta sufficiente: uno scontrino di cassa che permette di distinguere una vendita di ristorazione da una vendita da asporto. È qui che entra in gioco la cassa registratrice. È lei che deve poter fare questa distinzione, articolo per articolo, al momento dell'incasso.
La legge indica anche degli indizi che rivelano una vendita da asporto: la volontà espressa dal cliente di portare via l'ordinazione, un imballaggio speciale adatto al trasporto, o derrate alimentari non consumabili immediatamente.
La consegna a domicilio, senza ulteriore preparazione o servizio, segue la stessa logica della vendita da asporto: l'aliquota ridotta resta possibile, alle stesse condizioni organizzative.
Distributori automatici: l'aliquota ridotta, senza condizioni
Caso particolare: quando le derrate alimentari, escluse le bevande alcoliche, sono vendute in un distributore automatico, l'aliquota ridotta del 2,6% si applica direttamente, senza che sia richiesta alcuna misura organizzativa. È l'unica situazione in cui l'aliquota ridotta si ottiene senza un giustificativo particolare.
Le bevande alcoliche sfuggono sempre all'aliquota ridotta
Una regola non cambia mai, qualunque sia la modalità di consumo: le bevande alcoliche restano soggette all'aliquota normale dell'8,1%, che siano bevute sul posto, portate via, consegnate o vendute in un distributore automatico. La legge esclude esplicitamente le bevande alcoliche dall'aliquota ridotta, a più riprese nello stesso articolo.
Cosa si aspetta la legge dallo scontrino di cassa
Una fattura, incluso uno scontrino di cassa, deve indicare l'aliquota IVA applicabile a ciascuna prestazione. Sotto i 400 franchi, lo scontrino non deve indicare l'identità del cliente, ma l'aliquota resta un'indicazione obbligatoria. L'articolo 56 dell'ordinanza concernente l'IVA richiede misure organizzative che permettano di distinguere la vendita da asporto dalla prestazione di ristorazione: uno scontrino che lo indica ne è un esempio.
Come ZP POS applica l'IVA corretta
Su ZP POS, ogni articolo del listino porta la propria aliquota IVA. Al momento della vendita, la cassa applica l'aliquota corrispondente alla modalità di consumo scelta, sul posto o da asporto, senza alcun calcolo al bancone o in cucina. Lo scontrino stampato ripartisce l'importo IVA per aliquota, riga per riga: una cassa che gestisce così la modalità di consumo aiuta a documentare la misura organizzativa richiesta dalla legge.
Questa ripartizione prosegue fino alla chiusura di cassa, a fine servizio o a fine giornata: il totale delle vendite e il totale dell'IVA incassata appaiono per aliquota, pronti per l'esportazione contabile trasmessa alla vostra fiduciaria. Come per il resto dell'incasso, questo calcolo avviene in locale: la cassa continua a funzionare e ad applicare le aliquote corrette anche se la connessione internet si interrompe.
In un ristorante, è ZP POS ad applicare questo passaggio tra sul posto e asporto, in sala come al bancone: l'aliquota segue la modalità di consumo, e la ripartizione per aliquota si ritrova su ogni scontrino e alla chiusura di cassa.
Cosa questa guida non sostituisce
Questa guida riassume regole generali, così come figurano nella legge e nell'ordinanza in vigore. Alcune situazioni, come un angolo degustazione in un chiosco o una manifestazione temporanea, possono rientrare in semplificazioni previste dall'Amministrazione federale delle contribuzioni. Per il vostro esercizio, la vostra fiduciaria o l'AFC restano gli interlocutori giusti.
Questa guida riassume la legge alla data indicata; per un caso particolare, fa fede la vostra fiduciaria o l'AFC.
Fonti
Le informazioni sugli editori e sulla legge citate in questo articolo provengono dalle fonti seguenti.
- Legge federale concernente l'imposta sul valore aggiunto (LIVA), art. 25 e 26 (24 settembre 2026)
- Aliquote IVA svizzere, AFC (24 settembre 2026)
- Ordinanza concernente l'imposta sul valore aggiunto (OIVA), art. da 53 a 57 (24 settembre 2026)
Moduli interessati
La cassa touch Windows al centro della suite, dal negozio al ristorante.
Il cliente ordina e paga da solo. La coda avanza.
Lo schermo cucina che sostituisce i buoni di carta.
Domande frequenti
Quale aliquota IVA per un pasto consumato sul posto?
E per un pasto da asporto?
Una birra da asporto è tassata all'aliquota ridotta?
ZP POS calcola automaticamente l'aliquota corretta?
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